CORONAVIRUS E GEOGRAFIE IN DIALOGO | editoriale di Piero Lacorazza – www.appenninofondazione.it

Gianni Lacorazza
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di Piero Lacorazza

Sembra che in pochi giorni abbiamo superato il passaggio a livello ritrovandoci a Frittole, quell’immaginario borgo toscano, “nel Mille e quattrocento quasi Mille e cinque” in cui a Saverio e Mario, Roberto Benigni e Massimo Troisi, “non resta che piangere”.

Il Coronavirus ha rallentanto la corsa, ammansito l’attimo fuggente, addomesticato la frenesia di una modernità nella quale la lentezza oggi è una terapia, invece ieri, proprio l’altro giorno, era icona dell’abbandono, ritmo del margine.

Per utilizzare le parole di Giuseppe Lupo in “Civiltà Appennino” anche il virus ci considera “Medio Occidente”, una linea mediana che sembra tenere insieme la Cina di Marco Polo e le Americhe di Colombo. “Ci sentiamo un Oriente non ancora occidentalizzato e/o un Occidente ancora poco orientale.”…leggi tutto su www.appenninofondazione.it

 

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