GOAL 2030 alla Scuola di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città

Gianni Lacorazza
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Fondazione Appennino e Data Appeal presentano il progetto

di Piero Lacorazza

Civiltà Appennino, la rivista web che ha mosso i primi passi ad ottobre 2020 è un faro acceso su un luogo di pensiero, di elaborazione, di riflessione e di immaginazione. In gran parte con l’originalità di contributi inediti ma anche con ciò che circola in particolare nel web e che riteniamo coerente con il nostro punto di vista chiaro e pluralistico. Ma Civiltà Appennino è parte di un progetto culturale, politico ed economico il cui motore principale è la Fondazione Appennino.

La Fondazione Appennino è un’impresa sociale, produce lavoro ed opportunità per i territori e per le persone finalizzando il business al benessere, all’equità, alla sostenibilità e non al lucro.

È in questa direzione abbiamo avviato investimenti, partecipiamo a bandi ed avvisi pubblici anche strutturando e agevolando partenariati, stiamo con idee e progetti nel mercato delle risorse private. Operiamo per allargare le competenze e le relazioni per elevare la qualità e l’innovazione della nostra proposta, senza sradicare ma rafforzando le radici.

Man mano nel tempo prenderà sempre più fisionomia il progetto economico, visto che quello politico (il campo dei valori e le traiettorie scelte) e quello culturale sono chiari.

Ma in questo articolo ha senso segnalare come alcune di investimenti stiano portando frutti, costruendo giorno dopo giorno attenzioni e successi.

È forse proprio nella ispirazione di Leonardo Sinisgalli di cui abbiamo parlato su questa rivista web, in occasione del quarantesimo anniversario dalla sua scomparsa, tende ad essere più chiara l’attività della Fondazione Appennino. Un anno fa è uscito il primo libro della serie “Civiltà Appennino”, ad ottobre del 2020 il secondo e, possiamo annunciarlo, per fine 2021 stiamo lavorando a far uscire il terzo volume. Tre pubblicazioni in due anni con la casa Editrice Donzelli offrono l’idea di un progetto strutturato. A questo umanesimo uniamo la scienza con il progetto “GOAL 2030” che Fondazione Appennino ha avviato con The Data Appeal Company.

Misureremo la reputazione e il sentiment di territori ed aziende rispetto ai 17 goal dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile varata nel 2015 dall’ONU. Un prodotto unico che in questi mesi stiamo sperimentando, raffinando e rendendo sempre più efficace.

Lo sintetizzo in queste tre slide che utilizzerò oggi per presentare “GOAL  2030” – anche questo un bel riconoscimento – alla Scuola di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città.

 

 

Da un lato offriamo alle persone una mappa per orientarsi verso scelte più sostenibili (prima slide) e dall’altra forniamo un cruscotto (seconda slide) a chi guida i processi di programmazione e di pianificazione pubblici e privati per comprendere e scegliere al meglio verso i 169 target dei 17 goal di Agenda 2030.

La terza immagina è quella di due pescatori. Con la rete e con la canna si vanno a monitorare 300 ml di dati nel web ogni giorni e in circa 100 stati. Alla nostra e all’intelligenza artificiale, alla conoscenza, al discernimento e all’algoritmo affidiamo la lettura e l’interpretazione di questi dati.

Ecco perché siamo Civiltà Appennino nella Civiltà delle Macchine, siamo convinti che umanesimo e scienza siano legati indissolubilmente da una meccanica dell’anima, da una tecnologia che senza radici, e viceversa, desertifica e non vivifica.

“GOAL 2030” è stato riconosciuto tra le 44 buone pratiche segnalate da ASviS nel rapporto “Sostenibilità e territori” presentato il 15 dicembre 2020. Oggi sarà illustrato alla Scuola di Milano sul benessere e la sostenibilità delle città.

 

E cosi mano anche il progetto imprenditoriale della Fondazione Appennino prende forma e forza.

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