Conoscenza e sapienza per aree interne produttive

Gianni Lacorazza
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A maggio Fondazione Appennino compie 4 anni. E maggio sarà un mese di importanti eventi ed attività.

Ricercatori del CNR (guidati dall’IRPSS e IRISS, in particolare), docenti delle Università del Molise e della Basilicata dal 4 al 7 maggio a Montemurro (PZ) saranno protagonisti di laboratori di ascolto con le comunità locali per un’indagine-studio sulle opportunità dell’economia circolare in aree marginali, a partire dalla Val d’Agri. Un confronto per mettere a fuoco le opportunità di ripensare e rigenerare le cosiddette aree interne anche attraverso la creazione di ecosistemi d’innovazione capaci al tempo stesso di rigenerare luoghi e fertilizzare nuovi e avanzati processi per la produzione e per la erogazione di servizi pubblici di qualità valorizzando tutto il potenziale ambientale e il cammino verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU per lo sviluppo sostenibile.

E dall’8 maggio da Napoli apre i battenti il Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ho valuto che si partisse dal Mezzogiorno e noi siamo particolarmente orgogliosi di questa scelta perché Fondazione Appennino ha avuto un ruolo di coordinamento del sottogruppo, nell’ambito del Goal 11, per le politiche per il Sud.

Quattro anni in cui abbiamo tenuto i piedi nel territorio appenninico interno della Basilicata ma la testa in una dimensione nazionale: competenze, esperienze e professionalità danno valore e forza anche alle nostre idee e ai nostri progetti. Ma allo stesso tempo anche noi abbiamo dato il nostro contributo: da maggio nascerà un nuovo e più grande impegno di ASviS per le politiche per il Sud, per il quale abbiamo dato il nostro contributo a partire dall’evento tenutosi a Napoli ad ottobre dello scorso anno.

E poi il 13 maggio a Terranova di Pollino altro appuntamento in cui dialogheranno gli strumenti musicali della tradizione appenninica e mediterranea in un workshop/evento, alla presenza di studentesse e studenti; i suoni ci richiameranno alla necessità e alla bellezza, all’originalità e all’opportunità dell’integrazione e della contaminazione. L’idea che i suoni di una zampogna ed una ciaramella possano essere le sirene del viaggio e della navigazione, addolcire la disperazione incontrando la speranza, è anche il contenuto valoriale del progetto artistico che nel prossimo autunno sarà evidente con la seconda edizione del Festival Appennino Mediterraneo (F.A.Me.).

E infine dal 25 al 27 maggio a Soveria Manelli (CZ) insieme a RESpro (Rete di storici per i paesaggi produttivi) e Rubbettino editore organizzeremo la prima edizione del FESTIVAL DEL LAVORO NELLE AREE INTERNE. Saranno circa una settantina tra relatori ed ospiti che si confronteranno sulle fragilità e opportunità di un patrimonio nei territori interni dell’Italia contemporanea, provenienti dal mondo della ricerca, dell’università e della cultura e dell’economia da tutta Italia.

E infine a breve avvieremo la seconda linea del nostro e-commerce sul sito www.appenninofondzione.it che affiancherà quella editoriale: ai nostri quattro libri si unirà la valorizzazione dell’altrigianato artistico locale, a partire dalle ceramiche di Calvello e successivamente dai graffiti polistrato della Scuola di Montemurro.

Oltre ai libri della serie “Civiltà Appennino”, che costituiscono l’orizzonte e il pensiero “verticale”, sarà un canale di distribuzione dei prodotti di “quell’arte del fare” particolarmente legate a alla tradizione delle aree montane, manufatti che sono disponibili anche presso lo “STORiEAPPENNINO”, sede della Fondazione Appennino Ets a Montemurro.

Siamo particolarmente contenti perché segnare la “nostra” civiltà con libri e manufatti ci riporta nel solco nel nostro nume tutelare Leonardo Sinisgalli, frequentatore assiduo del palazzo Lacorazza, che da abitazione degli zii materni oggi è trasformato in dimora e sede delle nostre attività. Il libro e il manufatto vivono in zio Leonardo, poeta-ingegnere, figlio di un sarto e forgiatosi da ragazzo a Montemurro anche con la esperienza, il fascino della manualità del fabbro…. Una lucerna, una lanterna, un’oliera, da lui vennero poi raccontate sulla rivista Civiltà delle macchine già negli anni ’50 come “forme dialettali di standard” produttivo.

L’artigianato artistico è la somma di lavoro, saggezza, tradizione, narrazione, esperienza, luoghi, ingegno e manualità. E in Appennino, in montagna questi manufatti hanno odori, sapori e suoni.

Insomma il quarto compleanno di Fondazione Appennino Ets, segna senza dubbio un salto di qualità; grazie a tante e tanti che ci seguono e ci sostengono, che guardano con attenzione e speranza alla nostra missione imprenditoriale e culturale, economica e sociale. Se volete farci un regalo vi segnaliamo il nostro 5X1000; un piccolo contributo che vi rende parte di una comunità di idee e di progetto.

E se volete festeggiare con noi, seguiteci perché parte una lunga ed interessante fase che ci accompagnerà verso la seconda edizione del Festival Appennino Mediterraneo la cui intensità sarà evidente a partire dal prossimo autunno.

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