Emendamenti Trivelle, Lacorazza: necessario approfondimento

Gianni Lacorazza
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Il consigliere rilancia la proposta di “un Piano delle aree idonee e non idonee per l’attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in mare e su terraferma, la cui approvazione deve essere soggetta ad un’intesa con le Regioni e gli Enti locali”

“Sono stati depositati dal governo gli emendamenti ‘trivelle’ al decreto legge semplificazioni. A Bari nel corso della riunione delle Regioni che avevano promosso il referendum del 17 aprile avevo evidenziato la necessità di un approfondimento delle norme”.

E’ quanto sostiene il consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza che aggiunge: “Ora sarà più chiaro il contenuto delle scelte e anche l’eventuale gioco delle parti tra M5s e Lega, viste le domande poste dagli onorevoli Liuzzi e Cillis al senatore Pepe. In una materia complessa quale quella energetica, sbagliare le norme, forzarle o farne strumento di battaglia politica può far correre il rischio di dare strumenti a chi può muovere la leva dei contenziosi provocando sia il danno che la beffa”.

“Abbiamo più volte ribadito – continua – le proposte contenute di fatto nella iniziativa referendaria: un Piano delle aree idonee e non idonee per l’attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in mare e su terraferma, la cui approvazione deve essere soggetta ad un’intesa con le Regioni e gli Enti locali. Aggiungo un’ulteriore questione che riguarda la relazione tra il Piano e la sospensione dei procedimenti in corso e dei titoli già rilasciati come quelli relativi al mar Ionio. Anche per queste ragioni non si comprende perché queste norma non siano state approvate mesi fa. Sarà da chiarire il rapporto tra il Piano, il consumo del suolo e le proroghe anche dell’attività di ricerca e di estrazione su terraferma”.

A parere di Lacorazza “siamo al momento della verità. Io penso che in Basilicata non si possa tornare indietro dagli accordi già fatti con tutto il rigore per la salvaguardia ambientale e le opportunità di lavoro per i lucani; sarà necessario rinegoziare.  Chiedo al M5s e alla Lega: si dovrà valutare la proroga della concessione Eni in un’area che potrebbe essere non idonea per effetto degli sversamenti che ci sono stati dai serbatoi? Questo nodo, anche politico, che riguarda più in generale il tema delle proroghe e le connesse valutazioni va sciolto adesso e non tra qualche anno quando il Piano sarà approvato”.

“Infine – conclude Lacorazza – negli emendamenti predisposti dal governo manca quello sulla ‘vita utile del giacimento’, il quesito votato da oltre 15 milioni di italiani al referendum del 17 aprile 2016”.

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