Basilicata. Serve un piano sanitario

Gianni Lacorazza
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Basilicata. Serve un piano sanitario
Non nascondiamocelo, non facciamo finta di nulla: siamo entrati in questa pandemia con la sanità ereditata dal centrosinistra, la stiamo vivendo e la traguarderemo con l’assenza di un disegno riformatore del centrodestra.
Se le cose devono cambiare nell’interesse della tutela del diritto alla salute per i cittadini e della qualità del lavoro degli operatori sanitari non si può far finta di nulla.
Nella precedente legislatura, per capirci quella del governo Pittella, non si è approvato un piano sanitario. Con la legge 2/2017 si è proceduto al riordino delle aziende sanitarie. Non ritorno sulle ragioni che mi hanno spinto a non votare la legge. E neanche agli emendamenti proposti ed alcuni anche approvati. A questo link potete trovare tutto, anche proposte alternative https://archivio.pierolacorazza.it/basilicataprima-sanita/ .
A metà 2017 il piano sanitario è stato approvato dalla Giunta Pittella (emendamento da me proposto ed approvato), è arrivato in IV commissione dove non ha proseguito l’iter poiché le sollecitazioni e richieste di confronto con la Giunta sono venute meno. E credo di non ricordare male se affermo che sul finire del 2017 il punto non è stato più all’ordine del giorno della suddetta commissione. Ad inizio 2018 ci sono state le nomine dei direttori generali. Potrebbero apparire fatti meramente amministrativi ma la riflessione dovrebbe essere approfondita. Vi rimando al link https://archivio.pierolacorazza.it/basilicataprima-sanita/
La circostanza, in questo caso, di una legge di riordino che di fatto accorpava “ospedali e territori” aveva alla base due debolezze: l’assenza di una visione da profondere in un piano e un approccio esclusivamente ragioneristico, aggiungo anche poco fondato e frettoloso.
Non solo quindi si stava smontando un’organizzazione senza dare respiro ad un’altra ma lo si faceva in un contesto di una già debole medicina del territorio. La legge 2/2017, senza un piano che avrebbe dovuto precederlo come allora proposi, ha messo in affanno il “centro” e reso più fragile la “periferia”.
C’era un contesto normativo nazionale di riferimento la cui sequenza in quegli anni sembrava non tener conto di una competenza concorrente in sanita, altro che riportare tutto in mano allo stato centrale: si è utilizzata la leva dei tagli e dei risparmi dal centro piegando i sistemi sanitari e la medicina del territorio.
Anche il Centrodestra si oppose alla riforma (in verità a partire dall’assessore Gianni Rosa si promise di cambiarla nei primi sei mesi di questa nuova legislatura!) ma con argomentazione deboli ed insufficienti. E oggi, infatti, l’assenza di una visione conferma questa mia idea. È tutto fermo oggi perché ieri trionfava la demagogia ed il populismo.
Tra gli elementi che posi alla base del mio ragionamento che consigliava di ragionare prima sulla programmazione e poi sul riordino c’era la necessità di attendere il Decreto Ministeriale che definisse con precisione (come era accaduto in precedenza sul CROB di Rionero) la classificazione dei costi e dei ricavi, gli scostamenti dei bilanci dei singoli ospedali (Lagonegro, Villa d’Agri, Melfi, Policoro).
Alla data della legge 2/2017 quel DM ancora non c’era. Mi chiedo dopo quanto tempo è uscito quel presupposto più volte richiamato dalla necessità di una riforma? È tutto agli atti di un dibattito complesso che non pochi riverberi ha avuto sul piano politico e anche giudiziario. In questo ultimo caso la presunzione d’innocenza porta ad attendere l’esito dei processi ma tuttavia le conseguenze determinate sono scolpite nella storia.
Con tranquillità e serenità d’animo il dibattito e le scelte intorno alla sanità lucana andrebbero rilette non tanto per strattonare i torti e le ragioni ma almeno per riconoscere, ex post, che qualcosa non ha funzionato.
La pandemia, evento straordinario e non prevedibile, ha cambiato approcci e valutazioni.
Alla luce di ciò vi invito a leggere questo interessante articolo di Francesco Monaco su Civiltà Appennino.it a proposito di PNRR e sanità. https://www.civiltaappennino.it/…/la-medicina…/
Veniano ad oggi. Il governo Bardi e la maggioranza di Centrodestra paradossalmente potrebbero “approfittare” di una condizione mutata e provare a capitalizzare contesto, strumenti e risorse assolutamente migliori rispetto a qualche anno fa.
Chi ha chiuso da una parte e chi riapre/riqualifica, o almeno prova a farlo. In verità siamo a metà legislatura e quindi sarà un racconto più che una concretizzazione. Da un certo punto di vista potrebbe essere addirittura un vantaggio per il Centrodestra.
E qui il Centrosinsitra – mi riferisco ad un campo largo, oltre al Pd – deve sapere recuperare prima quelle fratture determinate da quelle scelte che hanno visto, allora, opporsi quasi tutti: dagli operatori sanitari ai sindacati, dagli amministratori locali e larghi strati della società lucana.
Chiarisco. Non so neanche se sulla legge 2/2017 ci sarà una maggioranza in consiglio regionale per modificarla poiché l’elemento territoriale potrebbe essere prevalente e condizionante. In queste ore stiamo assistendo ancora una volta alla dialettica tra Matera e Potenza.
Quindi l’oggetto della discussione non è, in maniera provocatoria ed infantile, “vediamo se la legge 2/2017 sarà cambiata”. Ma è dal mio punto di vista la capacità di inserirsi in un dibattito che oggi, anche per gli impatti della pandemia, ha mutato profondamente il contesto.
C’è il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza che prepara risorse e nuove sttategie, siamo in attesa dell’accordo di partenariato 2021/2027 che dovrebbe rimettere al centro la nuova Strategia per le Aree Interne, e poi il Fondo di Coesione e Sviluppo, una maggiore disponibilità del Fondo Sanitario Nazionale, la rimozione del vincolo sulle assunzioni del personale, etc.
In Basilicata si aggiunge la istituzione del Corso di Laurea in Medicina.
Non mi sfuggono, anche, le difficoltà in emergenza che vive il sistema sanitario lucano e l’impatto che la pandemia ha determinato e determinerà direttamente ed indirettamente nell’immediato e nel prossimo futuro.
Ma mi chiedo: la politica sta discutendo di tutto questo? Si avverte una direzione di marcia? Le cose non cambiano domani mattina ma, consentitemi una battuta, si programmano ieri; per tempo e per bene.
Per questo sono molto preoccupato, lo sono per i cittadini, per gli operatori sanitari e per la parte politica di cui faccio parte. Il Pd e il centrosinistra faticano – corrono il rischio di farlo a lungo – anche per questo. E se si continua a far finta di non vedere dove le fratture con la società sono state determinate il rischio che corre la Basilicata è rilevante nel favorire un Centrodestra che governa per induzione. E questa induzione tende a riscaldare dove c’è il potere modellando relazioni ed assetti, filiere di comando ed interessi più o meno legittimi.
P.s Ho preso la foto dal web e credo che fosse il manifesto della conferenza stampa di CGIL CISL UIL sulla legge di riordino 2/2017.
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