UNA COMUNITA’ IN SALUTE. NUOVO PIANO SANITARIO E ABBATTIMENTO LISTE D’ATTESA

Gianni Lacorazza
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Una comunità in SALUTE.
Partiamo dai primi tre pilastri per cambiare la sanità lucana ed evitare che il 20% delle nostre cittadine e cittadini debbano scegliere se mangiare o curarsi.
In Consiglio regionale ci sono già due norme e un indirizzo per costruire una adeguata risposta alla domanda di salute ed abbattere le liste di attesa.
Le tre proposte sono state da me proposte tra il 2017 e il 2018.
1. Nella legge regionale 2/2017 (riordino sanitario) che ha messo insieme gli ospedali di Potenza, Lagonegro, Villa d’Agri e Melfi – legge che non ho votato – proposi un emendamento – approvato – che imponeva l’approvazione di un nuovo piano sanitario entro il 2017.
2. Il Consiglio regionale su mia proposta approvò un documento, che prendeva spunto da una norma del decreto legislativo n. 124/98 riferita all’abbattimento delle liste d’attesa (“Le Regioni disciplinano, anche mediante l’adozione di appositi programmi, il rispetto della tempestività dell’erogazione delle predette prestazioni…”) e dall’intesa del 28/10/2010 fra il Governo e le Regioni sul piano nazionale delle liste d’attesa.
Pongo una domanda
Qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato dal piano, se l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero – professionale intramuraria, si può porre a carico delle Aziende sanitarie e ospedaliere la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione (ticket) e la tariffa?
Ovviamente tenendo conto delle priorità e del reddito.
3. Con un emendamento al disegno di legge “Collegato alla legge di stabilità regionale 2018”, approvato dall’Aula su mia proposta, si prevede l’istituzione, presso la direzione generale del Dipartimento Politiche della persona, dell’ “Osservatorio regionale per i tempi di attesa”, che ha il compito di attuare azioni finalizzate alla riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale e azioni innovative in materia di accessibilità.
Ci sono pilastri da cui partire, verso nuovi orizzonti e con nuove idee, ma con la forza e la coerenza di un percorso avviato e al quale in particolare il governo Bardi non ha dato seguito.

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