Petrolio in Basilicata. Le precisazioni di Lacorazza

Gianni Lacorazza
Total
0
Shares
Leggo l’articolo di Nino Grasso su La Nuova, occorrono alcune precisazioni.
1. Che Renzi volesse prendere più petrolio in Basilicata era chiaro. Andrebbe ribadito ai renziani che osservavano che nelle mie posizioni vi era una battaglia politica ad uso interno. Ma almeno oggi una verità esce con chiarezza, la dice un giornalista che è stato in quegli anni portavoce del presidente della Regione Pittella.
E si è anche aggiunto che le mie posizioni erano strumentali alla battaglia persa contro Marcello Pittella per le primarie alla Presidenza della Regione Basilicata. (Cauti, certo che le avrei volute vincere e avrei governato anche meglio, altrimenti non mi sarei candidato!!!). Proprio in virtù delle mie posizioni contro la fase II ENI (20.000 barili giorno in più), avviata nel 2011 dall’allora Presidente De Filippo con la firma del memorandum, non ho incontrato (forse per volontà comune!!!) nella competizione delle primarie nessun azienda nell’indotto. Un fatto, non un giudizio, anche perché avrei ribadito la posizione che con tutta evidenza sono quelle che oggi vivono nella realtà.
Detto questo, riporto due foto di un verbale di una riunione del maggio 2014 a cui era presente il Presidente Pittella. In quella riunione si dava un ok alla fase II (anche a nome del Consiglio di cui ero Presidente!!!!!!!) e si dava un ok “preventivo” (grave o no?) a maggiori poteri delle compagnie petrolifere e dello stato centrale sul nostro territorio. Il verbale della riunione è allegato ad un delibera di giunta regionale che viene approvata circa una settimana prima del decreto Sblocca Italia (settembre 2014) e un mese dopo l’approvazione in prima lettura al Senato della riforma costituzionale che, come ricorderete, avrebbe portato energia e governo del territorio in capo alla Stato centrale.
Se ho letto male le carte sono pronto a ricredermi, ma non penso. Perché sono anni e mesi che chiedo di andare nel merito ma la risposta è: Lacorazza si sente di rabbia perché ha perso le primarie e ora non è stato neanche eletto in Consiglio. Che banalità!!! Detto che vale per chiunque la massima che si gareggia per vincere, almeno in queste competizioni, si rispondesse nel merito. E soprattutto ci si chieda se hanno fatto più danno ai cittadini le mie sconfitte (?) o le scelte assunte. O entrambe perché le cose potrebbero essere legate.
2. Caro Nino Grasso c’è già un libro, è scritto da me non da uno storico. Il libro è uscito a luglio 2019, ci sono state circa 50/60 presentazioni in pubblica “piazza” ed è arrivato dove dovere arrivare. Al momento, dopo due anni, nessun altro libro è uscito. Non ho ricevuto nessuna smentita pubblica o privata.
3. Infine la questione IRES di cui nessun ne parlerebbe. Questo affermazione contenuta nella prima pagina de La Nuova Basilicata e nell’articolo di Nino Grasso rafforza i due precedenti punti e li rende, se ce ne fosse stato bisogno, ancora più credibili perché dimostra che in campo in questi anni ci sono stato non per la dialettica nel Pd, ma per aver letto e capito le carte.
Non allungo il brodo metto solo due link sulla vicenda IRES che parlano da soli.
Aggiungo un quarto punto. È in corso la consultazione sul PiTESAI (Piano per Transizione Energetica Sostenibile Aree Idonee), ho scritto da tempo, inviato link e taggato gli organi d’informazione. Si corre il rischio di avere meno potere come territorio e di pagarci il “costo” dei lavoratori in esubero alla fine della concessione decennale ENI con i soldi delle royalties. Un altro trappolone di cui nessuno parla.
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 3 =

You May Also Like