Assoluzione di Marcello Pittella. Il commento di Lacorazza

Gianni Lacorazza
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Assoluzione di Marcello Pittella.
Sono stato tra i principali protagonisti della dialettica politica in relazione ad alcune scelte compiute dal presidente Marcello Pittella, dalla sua giunta e della maggioranza di Centrosinistra A viso aperto in Consiglio regionale, non in un retrobottega, ho preso parola motivando il mio dissenso, con tanto di ragionamenti e proposte alternative o migliorative, su petrolio, sanità, trasporti, programmazione, etc
E aggiungo due cose che non vanno dimenticate.
1. La nostra posizione era chiara prima della vicenda giudiziaria. Seppur minoritari non c’era il nostro consenso sulla ricandidatura di Marcello e d’altra parte abbiamo, anche nei congressi precedenti, fatto scelte diverse: noi sempre in minoranza e quindi meno coinvolti su assetti ed equilibri vari.
2. Agli arresti domiciliari non era politicamente candidabile e il prolungamento dei tempi del voto non ha reso più agevole la unità delle forze del Csx e la possibilità di vittoria.
Su questi due punti c’è stato anche il grande limite della direzione politica del Pd, non adeguata a costruire un compromesso. E alla lunga, come si è dimostrato, è andata altrove..
Questa premessa mi consente di fare due riflessioni: una di carattere umano e l’altra di carattere politico.
Essere sotto pressione, dapprima vivendo la condizione prolungata degli arresti domiciliari, deve essere stato davvero lacerante.
E credo che meglio di tutti lo abbia spiegato Gianni Pittella nel suo tweet. Certo c’è una condizione pubblica che ti assale ma l’intimità e la famiglia sono gli elementi che più pesano, lacerano, segnano e preoccupano.
E poi una la seconda considerazione è di carattere politico. Siamo ad un nodo irrisolto del rapporto, talvolta del cortocircuito, tra politica, giustizia e media. Non c’è neanche dubbio, come ha scritto Salvatore Margiotta, che il corso della storia potrebbe essere stato diverso e il peso che questa vicenda ha determinato nella vittoria del Centrodestra non è irrilevante.
Il paradosso è, come i dati dicono, che anche diversa sarebbe stato la rappresentanza del Consiglio regionale. Indirettamente il danno è stato esteso. Ma questo è il meno. Ciò che invece potrebbe essere delicato è il corso della storia che vede alla guida della Regione un centrodestra impreparato ed inadeguato.
Infine.
Sarebbe il caso per tutti che la presunzione d’innocenza fosse un elemento di garanzia fino al terzo grado di giustizia perché l’assoluzione di Marcello Pittella, punto principale di riferimento dell’inchiesta, non eleva la o le fattispecie a “sistema”. Ma non ho competenze tali da potermi addentrare in questa materia. Usciranno le motivazioni e le parti decideranno cosa fare.
Resta tuttavia un giudizio in primo grado che ha una sua rilevanza umana e politica.
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